mercoledì 24 giugno 2009

E’ tempo di bilanci/strategie per Love My Job!

Carissimi lettori, scrivo a nome del team di Love My Job!: grazie per il vostro preziosissimo contributo. La nostra Community sta crescendo giorno dopo giorno e si iniziano ad intravedere le prime vere discussioni. Le statistiche sugli accessi parlano chiaro: giugno dovrebbe chiudersi con 1500 visite, non male! Il nostro team poi ce la sta mettendo davvero tutta per fornirvi dei contenuti interessanti e con frequenza.. Ma adesso viene il bello! Dobbiamo fare il salto di qualità. Cosa abbiamo in mente? Nel gergo delle agenzie di rating, diremmo che si tratta di una strategia AAA! . Ampliare il numero di visitatori: adesso potete trovarci su LinkedIn (http://www.linkedin.com/groups?gid=2050081&trk=hb_side_g) e su Facebook (http://www.facebook.com/home.php?ref=home#/group.php?gid=90818309175), con un gruppo Love My Job! dedicato . Attivare la Community: rendiamo sempre più vive le discussioni! Chi si iscrive ai gruppi riceverà gli aggiornamenti sui post e sui commenti, così da poter partecipare ancora più attivamente al dibattito . Arricchire i contenuti: siamo alla ricerca di nuovi autori per parlare di lavoro a 360 gradi e da differenti punti di vista; se qualcuno di voi è interessato, può inviarci la sua “candidatura”: attendiamo di leggere i vostri post! Detto questo, vogliamo stupirvi con un effetto speciale. Di seguito un messaggio di Eugenio Pelitti, che di professione fa l'HR Manager. Eugenio ci ha scritto spontaneamente, superando le sue resistenze (come ci ha candidamente confessato lui), per condividere con noi un’esperienza (di management o di vita?) davvero significativa. Quale? Tratteniamo per un attimo il fiato..Per ora, assaporate il messaggio di introduzione, così da avere qualche elemento in più sul suo profilo! Nel prossimo post il racconto vero e proprio: io l’ho letto e - ascoltatemi - vi consiglio di fare altrettanto. Ora si che cominciamo a divertirci sul serio!
Os
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Caro Love My Job!, è la prima volta che scrivo ad un blog (non che abbia mai scritto ad un giornale, contattato una redazione…), ma ti seguo sempre con interesse e curiosità. Beh, ho deciso di superare qualche mia resistenza, grazie anche all’affetto per la tua redazione, e….ecco che ti scrivo. Un mio vecchio capo sosteneva che qualche volta le proprie esperienze dovessero essere raccontate. Ho deciso di raccogliere quell’invito. Queste poche righe sono dedicate a tutte le donne e a tutti gli uomini con cui ho vissuto quest’esperienza di lavoro, ma in modo particolare di vita. Di che cosa mi occupo? Beh faccio il lavoro più bello del mondo: mi occupo di HR! E come dici sempre tu… Enjoy! Eugenio Pelitti

domenica 21 giugno 2009

Gestione dello STRESS: istruzioni per l'uso

Nel tempo in cui i giorni di puro relax si possono contare sulle dita di una mano, l'uomo del 2009 deve essere - per suo stesso spirito di sopravvivenza - multitask, ovvero capace di eseguire una serie di attività contemporaneamente ed in maniera efficace. Questo fa sì che la mente fatichi a trovare uno spazio di libertà incondizionata e non raggiunga praticamente mai uno stato di sospensione assoluta dalla routine quotidiana.

C'è chi non riesce a separarsi dal Blackberry nemmeno sotto l'ombrellone, c'è chi inventa un pretesto pur di rimanere in ufficio almeno fino alle 19.00. La competizione è praticamente ovunque, il sovraccarico da informazioni - GiuS lo ha già evidenziato (http://thelovemyjobblog.blogspot.com/2009/06/capire-e-farsi-capire-larte-della_11.html) - è diventata una costante della nostra società. La presenza di tali fattori fa quasi confondere ed invertire le relazioni causa-effetto, moltiplicando i disturbi derivanti da stress, vera e propria malattia dei giorni nostri.

Lo stress (http://it.wikipedia.org/wiki/Stress_(medicina)) è la fisiologica reazione del nostro organismo alle sollecitazioni esterne (stressor). L'incapacità trovare una soluzione di adattamento ad ognuna di esse può sfociare in autentici disturbi patologici. Ma allora, come si combatte lo stress? Vi proponiamo dei metodi piuttosto unconventional, per rifletterci un po' su.

Alcuni lo fanno perchè i giornali più stylish lo impongono come moda, altri invece coltivano delle vere e proprie passioni decennali: sta di fatto che i metodi di importazione orientale si stanno affermando sempre più nella società dello stress. Ci sarà una ragione: qualcuno ha mai visto degli arzilli signori cinesi di terza età praticare il tai chi alle 7 di mattina? Be, bisogna dirlo: uno spettacolo fantastico. I movimenti lenti e sinuosi sembrano in grado di buttare fuori dal corpo gli influssi malefici della pressione quotidiana, rigenerando lo spirito. Potrebbe essere una soluzione, a patto di un'applicazione metodica.

JOBtalk, il blog del Sole 24 Ore dedicato a temi di lavoro, racconta di come la radio nazionale giapponese trasmetta ogni mattina alle 6.30 un programma di 10 esercizi pensati per tenersi in forma (http://jobtalk.blog.ilsole24ore.com/jobtalk/2009/06/jobmanga-lavoro-a-fumetti-e-fumetti-sul-blog-una-nuova-rubrica-di-jobtalk.html#comments). Le aziende nipponiche poi, fanno il resto: ritrasmettono il messaggio durante la giornata, chiedendo ai propri dipendenti di eseguire gli esercizi; e loro si conformano ed eseguono, scaricando in questo modo la tensione e cementando i rapporti interpersonali. Di certo improponibile in Italia, questo metodo ci apre la mente in tema di diversità culturale e approccio alla vita.

Tornando al mondo occidentale, proponiamo infine una domanda apparsa su Yahoo Answers due anni fa: qualcuno conosce dei validi metodi anti-stress? Tra i suggerimenti più curiosi segnaliamo: mettersi in un angolo buio con la testa rivolta verso il muro o riempire un bicchiere d'acqua fino all'orlo e fare 5 passi, fermarsi, respirare e ripartire con i 5 passi. Funzioneranno?
In ogni caso, il messaggio è questo: trovate un sistema per scaricare la tensione, qualunque esso sia. Viaggiate, create, collezionate, socializzate, sperimentate, siate fantasiosi! E se il vostro figlioletto vi aspetta in asilo nido alle 18,00, non fatelo aspettare. Work-life balance...ma questo è un altro tema!
E voi? Avete dei metodi anti-stress? Siamo curiosi di sapere!
Enjoy it!
Os

mercoledì 17 giugno 2009

Un insuccesso da candidata.. Ovvero quando la posizione diventa un limite

Come promesso, oggi vi racconto un mio scivolone da candidata. Eccomi qui: sono al termine della mia prima esperienza come recruiter e sto cercando un altro lavoro, applicando non solo in ambito selezione, ma anche ad altre posizioni Risorse Umane, nell’ottica di imparare nuovi ruoli. Sono convocata a colloquio da un’agenzia di selezione, su commessa di una nota multinazionale. La posizione che mi viene descritta ha come attività core la selezione e comprende anche una parte di supporto alla formazione. Dopo un primo colloquio in agenzia, giunge il fatidico incontro in azienda. L’occasione è davvero appetibile; perciò arrivo con adrenalina a mille, vestito migliore, sorriso smagliante e… tutto l’incrociabile incrociato! Il colloquio inizia con un’analisi del mio profilo. Alle domande di approfondimento sul CV rispondo con entusiasmo, facendo esplicitamente leva sulla precedente esperienza di recruiter e puntando le carte sulla forte specializzazione in selezione che mi sono costruita durante questo periodo. Per il mio futuro professionale dico di essere interessata a continuare nella professione. Aggiungo anche di avere un’infarinatura di base sulla formazione del personale in seguito ad una precedente esperienza lavorativa. Insomma, presento il mio profilo nel modo più coerente possibile al ruolo. Giunti alla presentazione della posizione, iniziano però le note dolenti. Il selezionatore mi descrive di fatto un’altra posizione, di HR generalist, che prevede cioè l’inserimento in un ufficio Risorse Umane costituito da 5/6 persone che si occupano di tutte le attività HR, a 360°. Conclude affermando che il target della selezione comprende candidati che abbiano sì una breve esperienza HR alle spalle, ma soprattutto dotati di flessibilità, per spostarsi continuamente sui diversi ruoli. Nella mia mente di selezionatore faccio il match e mi accorgo che il profilo specialistico da me presentato non corrisponde a questo ruolo generalista. Da parte mia, so di poter essere adatta alla posizione, perché ho competenze di base su tutte le tematiche HR e la flessibilità non mi manca; ma durante il colloquio ho del tutto trascurato questa parte, puntando solo su quanto ho costruito e sto costruendo in selezione, come se non volessi (né potessi) fare altro. Questo per l’ansia di piacere e di proiettare a tutti i costi la migliore immagine di me nella posizione che avevo in testa. …Inutile dire come è finita. Morale della favola: al colloquio cercate sempre di presentare il quadro completo del vostro profilo. Certo, la priorità è far capire che siete adatti per la posizione in gioco, ma se avete altre esperienze/competenze/capacità al di fuori di quel ruolo, non limitatevi: fatele emergere! Perché? 1- I contenuti delle posizioni cambiano: a volte per questioni di tempo si contattano candidati prima che le job description siano del tutto definite oppure la persona che convoca a colloquio non ha tutte le informazioni. 2- Si possono sempre aprire nuove posizioni: se non siete scelti per QUESTO ruolo, può darsi che altre competenze (qui solo accessorie) vi rendano idonei per una vacancy che si aprirà tra un mese. 3- Presentando altre competenze, dimostrate in ogni caso di avere un certo grado di flessibilità. Come recruiter, da allora, alla fine del colloquio mi piace aggiungere la domanda: “C’è qualcosa di Lei che non è emerso dal colloquio e di cui vorrebbe parlarci?”. …Cari candidati, fate emergere TUTTE le vostre competenze durante il colloquio e, se alla fine vi viene fatta questa domanda, sfruttatela bene! Alice

lunedì 15 giugno 2009

Stesso servizio, formula diversa: GliAffidabili.it Vs Manpower Card

Noi di Love My Job! amiamo parlare di lavoro nelle sue forme più disparate: dal profilo ipotetico del professional blogger (http://thelovemyjobblog.blogspot.com/2009/05/professional-blogger-realta-o-leggenda.html) a quello innovativo dell'e-coach, passando per il guardiano dell’isola corallina da 15.000 dollari al mese (http://thelovemyjobblog.blogspot.com/2009/06/il-lavoro-dei-sogni.html). Oggi prendiamo in considerazione gli appartenenti ad una macro-categoria che probabilmente rappresenta molto di più le dinamiche sociali e lavorative dei nostri giorni: coloro che offrono servizi. Forse un po’ vago, eh? Vi spieghiamo subito: si tratta di colf, babysitter, giardinieri, dogsitter, cuochi, elettricisti, avvocati, animatori, piastrellisti, grafici, personal trainer e chi più ne ha più ne metta..
Lavorano a ore, spesso a nero. Utilizzano i canali più disparati per mettersi in vetrina: siti internet specializzati, agenzie interinali, network, annunci su quotidiani e riviste. A discapito di quello che si sente dire in giro, molti di essi sono italiani: i connazionali che hanno “scelto” di lavorare in questo campo sono in costante aumento, a causa della terribile diminuzione dei posti di lavoro dovuta alla famigerata crisi. Operano in un mercato poco regolamentato, che risponde a logiche non sempre trasparenti. Ecco perché oggi vogliamo incoraggiare l’utilizzo di due canali alternativi, limpidi ed efficienti.
Il primo, è un canale interamente online. Si tratta di una start-up che fa surf sull’onda lunga e onnipresente del Web 2.0. GliAffidabili.it (http://www.gliaffidabili.it/) “è la prima community online italiana di servizi gratuiti P2P”. Coloro che offrono la propria professionalità ricevono un feedback dagli utenti; in questo modo, la babysitter puntuale, metodica ed amata dai bambini riceverà 5 stelle dalle mamme che hanno provato i suoi servizi. Il meccanismo della reputazione farà il resto: maggiori feedback positivi, maggiori possibilità di trovare lavoro. E di conseguenza, maggiore probabilità di avere un servizio di qualità per l’utente.
Il secondo canale è rappresentato da una semplice carta magnetica: “Ora” è una prepagata lanciata da Manpower (http://www.manpower.it/), azienda leader nella fornitura di servizi per l’impiego. Il meccanismo è semplice: Manpower ha assunto e formato 200 lavoratori in grado di garantire una serie di servizi (colf, babysitter, idraulici etc..). I clienti interessati acquistano una carta prepagata (costo fisso:15 euro/ora) e scelgono il servizio di cui hanno bisogno. Manpower agirà di conseguenza: invierà uno dei propri dipendenti a prestare il servizio richiesto. In questo modo il servizio è regolamentato al 100%.
Meritocrazia e fine del lavoro in nero: davvero due ottimi argomenti! La credibilità degli utenti (spesso i fornitori di prodotti/servizi P2P si accordano per incrementare i loro feedback positivi) ed il fatto che la scelta della persona che offre il servizio richiesto caschi esclusivamente dall’alto sono – rispettivamente – due punti su cui riflettere per GliAffidabili.it e Manpower.
Per adesso non c’è che dire: due ottime idee.
Alla prossima! Enjoy it!
Os

sabato 13 giugno 2009

La presenza sul Web può influenzare la ricerca di lavoro?

E' la domanda che circola sempre più spesso tra gli head hunters più visionari ed i job hunters più spregiudicati: la presenza di una persona sul Web può davvero impattare - positivamente o negativamente che sia - sulla ricerca di lavoro? Prima di farci un'idea, vogliamo proporvi due contributi apparsi su uno dei blog più interessanti del Wall Street Journal: Laid off and Looking (http://blogs.wsj.com/laidoff/).
Geoff Hibner, MBA ad Harvard, ha perso la poltrona di CFO nel 2007. Qualche giorno fa (http://blogs.wsj.com/laidoff/2009/06/09/how-an-online-presence-can-impact-the-job-search/) ha scritto di come la sua attività di blogger abbia avuto un impatto del tutto inaspettato sulla ricerca di lavoro. E' stato infatti contattato da due head hunter di prestigio che si sono detti interessati a quello che lui scriveva e volevano approfondire la sua conoscenza. Non è un'offerta di lavoro, ma due contatti di questo tipo non sono mica male per un job hunter di lungo corso. Dan Schawbel, uno dei santoni del Web 2.0, sostiene che la presenza di un individuo online debba essere costruita secondo le logiche di una vera e propria strategia di branding (http://blogs.wsj.com/laidoff/2009/06/11/advice-controlling-your-online-image-while-looking-for-work/. Il segreto è uno solo: mostrare tutti gli aspetti di se stessi, ma rimanendo coerenti. Esempi: curate un blog con passione e competenza, mantenete un profilo sempre aggiornato su LinkedIn, postate un nuovo CV su Monster. Ma attenzione a non commettere erroracci: se siete job hunter, non rendete pubbliche nei social network le foto che vi ritraggono in situazioni non convenienti!
Pensate che una ragazza è stata licenziata per aver scritto su Facebook "il mio lavoro è noioso" (http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_febbraio_27/licenziata_per_frase_facebook_bd3d8cd2-04c6-11de-bb75-00144f02aabc.shtml scienze_e_tecnologie/09_febbraio_27licenziata_per_frase_fa cebook_bd3d8cd2-04c6-11de-bb75-00144f02aabc.shtml). Credete sia esagerato? No! Rispecchia semplicemente quanto la rete sia diventata potente ai giorni nostri; ma anche quanto facilmente possa sfuggire al nostro controllo. Per questo, siate coerenti con la vostra immagine e non dimenticate di monitorare di tanto in tanto cosa dice la rete di voi.
Adesso ripensate a cosa ci eravamo chiesti all'inizio. Noi ci sentiamo di rispondere così: la presenza online impatta in maniera prepotente non solo sulla ricerca di lavoro, ma sul brand che ci sta di gran lunga più a cuore: noi stessi.
Enjoy! Os

giovedì 11 giugno 2009

Il duro mestiere del selezionatore

Intro … Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi... E’ questa per me la cosa più bella del lavoro del recruiter. Tutti i giorni posso pensare “Eh, ora sì che ne so di cose… Ora sì che ho esperienza”. Ma la verità è che tutti i giorni ne vedo di nuove, nel bene e nel male. E tutti i giorni imparo. Durante la mia esperienza di selezionatore, ho potuto conoscere diverse aziende, con diversi processi di selezione, diverse metodologie di colloquio, ma soprattutto tante tante persone diverse, ognuna delle quali posso dire mi abbia fatto capire qualcosa di importante. Mi piacerebbe quindi condividere qui con voi quello che ho imparato e far conoscere qualcosa del “mestiere del selezionatore”. Perché, quando alla domanda “Che lavoro fai?” rispondo “Risorse Umane, Selezione”, tende a comparire sulle facce quella classica espressione di circospezione… –“Oddio-questa-me-la-trovo-qualche-volta-a-colloquio-devo-stare-attento-si-sta-già-facendo-un’idea-su-di-me”. Non ci credete? Realmente successo. Posso assicurarvelo. Vorrei quindi eliminare un po’ di patina di mistero da quello che succede in fase di selezione e in particolare durante il sempre temuto colloquio. Tuttavia ci vogliono ben altri esperti di selezione per scrivere della teoria. Quella la trovate (scritta meglio di quanto posso fare io) in qualsiasi libro che vi parli di come vestirsi per un colloquio, come stringere la mano, come rispondere alle “domande tormentone”. Quello che vorrei fare con voi è partire da specifiche situazioni di colloquio e rifletterci su, sperando di dare qualche consiglio utile sia al candidato sia al selezionatore, mettendosi nei panni del candidato… Perché alla fine, prima di essere selezionatori, si è anche, sempre, inevitabilmente, selezionati! Ho deciso di cominciare nei prossimi giorni con un racconto personale: una mia clamorosa sconfitta dopo un errore davvero idiota ed evitabilissimo… Poi proseguirò nei prossimi post con scene di libri e film, altrimenti la mia autostima potrebbe risentirne parecchio! Hope this helps e… aspetto i vostri commenti! Alice

lunedì 8 giugno 2009

Alice e GiuS ai raggi X

Chi sono i nostri nuovi autori?
Prima del week-end vi avevo promesso una loro presentazione (http://thelovemyjobblog.blogspot.com/2009/06/love-my-job-allarga-il-team.html), ecco a voi i dettagli. Entrambi giovanissimi, non solo dedicano anima e raziocinio alle Risorse Umane, ma hanno anche scelto di condividere con voi i temi che più suscitano il loro interesse.
Alice ha conseguito una laurea in Relazioni Pubbliche e Pubblicità allo IULM (a sua detta, con specializzazione in Scienze dell'Aperitivo...Ma voi ci credete?). Successivamente ha imboccato la strada HR ottenendo un Master in Risorse Umane e Organizzazione presso l'Università Cattolica. Ha già avuto modo di approfondire il Recruiting e la Comunicazione interna negli HR Department di due grandi Multinazionali tra Firenze e Milano, ma il suo sogno resta quello di fare "una lunga esperienza HR all'estero". Ama i viaggi e lo yoga (scriverà anche di questo?). Ci parlerà prevalentemente di Recruiting, HR e Comunicazione; in più si diletterà a darci preziosi consigli sull'oscuro mondo della selezione.
GiuS è rimasto fedele all'Università Bocconi per 5 anni (laurea triennale in Economia Aziendale, poi specialistica in Risorse Umane ed Organizzazione); due scappatelle però se le è concesse anche lui: ha portato il suo immancabile sorriso per qualche mese negli States ed in Cina. Università ed esperienze lavorative in aziende Multinazionali gli hanno permesso di accumulare una solida expertise in ambito HR, Organizzazione, e temi manageriali quali la negoziazione e la comunicazione. Anche lui adora viaggiare ed è appassionato di tecnologia. Vorrebbe "cominciare una carriera in consulenza focalizzata su temi HR soft (cultura, change management)". Scriverà di tutto ciò, ma anche di Cina, nazione che gli è rimasta nel cuore dopo un'esperienza di vita a Shanghai.
E visto che siamo in tema di presentazioni, colgo l'occasione per darvi qualche dato in più sul mio conto. Stesso percorso accademico e stessa Università di Giuseppe, con simili scappatelle: l'anno passato tra Austin, Texas e Shanghai mi ha permesso di vedere la vita da un'angolatura notevolmente più ampia. Amo scrivere, con poche limitazioni a riguardo. Ho la tendenza ad andare a ruota libera (dovrete sopportarmi anche voi), quindi ci penseranno Alice e GiuS a tenermi a bada. Se mi cercate, potete incontrarmi "nei peggiori Dipartmenti HR di Milano" a disegnare qualche incomprensibile organigramma.
Adesso sapete chi c'è dall'altra parte del blog! Lavoriamo per darvi informazione, vi forniamo spunti di discussione e soprattutto - come recita il nostro slogan - siamo qui per farvi divertire.
Enjoy Love My Job!